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La Chiesa cattolica nel decreto conciliare “Inter Mirifica” riconosce suo dovere servirsi dei mezzi della comunicazione sociale e successivamente fornisce direttive sulla necessità di leggere e di diffondere la stampa cattolica.

Nell’istruzione pastorale “Communio et progressio” la chiesa recupera terreno nella valutazione della comunicazione e si esprime positivamente anche sulla pubblicità per il contributo che essa dà alla conoscenza e allo sviluppo economico, e ritiene urgente la formazione per tale servizio.


Il Papa Giovanni Paolo II nella “Redemptoris missio” parla di nuova cultura ed afferma che il mondo della comunicazione è il primo areopago del tempo moderno.

L’episcopato italiano fa eco alla voce del Papa e si impegna nel primo decennio del duemila in una organica pastorale per “Comunicare il Vangelo in un mondo che cambia” ulteriormente specificato nelle due note pastorali “La sala della comunità” e “Il volto missionario delle parrocchie in un mondo che cambia”. 


Anche Benedetto XVI nell’ultimo Convegno “Testimoni digitali. Volti e linguaggi nell’era crossmediale” dell’aprile 2010, esprime con chiarezza che “È questa la nostra missione, la missione irrinunciabile della Chiesa: il compito di ogni credente che opera nei media è quello di "spianare la strada a nuovi incontri, assicurando sempre la qualità del contatto umano e l’attenzione alle persone e ai loro veri bisogni spirituali; offrendo agli uomini che vivono questo tempo «digitale» i segni necessari per riconoscere il Signore” (Messaggio per la 44a Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, 16 maggio 2010). 


Anche noi frati minori del Salento, riallacciandoci alla dottrina della Chiesa cattolica abbiamo più volte affermato e creduto che i mezzi di comunicazione sono oggi uno strumento efficace di evangelizzazione aggiungendo il bisogno di formare frati per questo scopo . Il periodico dei frati minori di Lecce “Salento Francescano” traduce in atto lo spirito e la lettera della dottrina della Chiesa.

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