Giustizia e Pace
La cultura occidentale si è contraddistinta per la divisione artificiosa tra mente e corpo, una scissione che si riflette anche nel linguaggio, infatti ci riferiamo al corpo dicendo “il mio corpo”, come se fosse qualcosa che possediamo e non come un’espressione del mio io. Spesso pensiamo di avere un corpo, inteso come qualcosa di diverso da noi, dimenticando che noi siamo il corpo ed esso è la nostra stessa vita. Questa scissione si riflette anche in campo spirituale, siamo infatti figli di una lunga tradizione dualistica che nasce e si sviluppa solo in campo filosofico e non biblico, e che pensa impropriamente che siamo fatti di anima e corpo. Per la tradizione giudaico-cristiana, invece, esiste l’uomo nella sua totalità e non può essere scisso. In effetti la religione cristiana è la più corporea di tutte le religioni, la più carnale, la nostra è una religione del corpo, è infatti l’unica religione dove Dio si fa uomo, carne, si incarna! E spesso dimentichiamo che non crediamo nella risurrezione dell’anima ma nella risurrezione della carne.
Il 24 ottobre è stata presentata la Nota del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace: "Per una riforma del sistema finanziario internazionale nella prospettiva di un’Autorità pubblica a competenza universale".
La nota intende proporre una riflessione sulle possibili vie da percorrere per giungere a politiche ed istituzioni finanziarie e monetarie efficaci e rappresentative a livello mondiale e orientate ad uno sviluppo autenticamente umano di tutte le persone e i popoli.
Per superare visioni e prassi distorte, nella Nota si suggerisce di muovere da un nuovo pensiero, da un nuovo umanesimo globale, aperto alla trascendenza, secondo cui il primato dell’essere sull’avere comanda un’etica più «amica della persona», ossia un’etica della fraternità e della solidarietà, nonché la subordinazione dell’ economia e della finanza alla politica, responsabile del bene comune.
E si suggerisce che la globalizzazione sia governata mediante la costituzione di un’autorità pubblica a competenza universale.




