Commento al vangelo di Mt 24,16-27,66
Domenica delle Palme (A) – 29 marzo 2026
La Domenica delle Palme conduce Gesù all’ingresso di Gerusalemme, in sella ad un asino. Tutto il racconto di ciò che accade da qui in poi è inserito in una cornice stridente:
– l’accoglienza festosa della folla: “Osanna”;
– lo struggente e irrazionale “crocifiggi”. La stessa folla!
In questa cornice si svolgono, in modo drammatico e doloroso, le ultime ore di Gesù: la consegna, il tradimento, le bugie e la morte.
Puoi immedesimarti nei diversi personaggi: l’asino, animale pacifico e servizievole che si lascia usare portando su di sé Gesù, il quale ha bisogno di questa mitezza, ha bisogno di uomini che con il loro servizio portano Cristo nella loro vita e agli altri con umiltà; la folla, che prima acclama con gioia ed entusiasmo, in una sorta di euforia collettiva, e poco dopo urla “crocifiggilo”; Pilato, schiavo delle sue paure, di perdere il potere o il prestigio, e che per codardia se ne lava le mani; Giuda, che, pensando di fare bene, tradisce Colui che lo amava e, non credendo nell’amore misericordioso, si uccide. E ancora puoi collocarti tra i discepoli, che hanno seguito Gesù fin qui senza capirci tanto e senza credere fino in fondo in Lui; Simon Pietro, il generoso, l’amico, l’impulsivo, che, dopo aver dichiarato di voler seguire Gesù ovunque, Lo rinnega e piange tutte le sue lacrime di pentimento. Eccoti sotto la croce: puoi decidere di stare lì e non fuggire il dolore del momento presente, seppur straziante. Da questa prospettiva hai una posizione privilegiata: vedere come Gesù muore, consegnando tutto, amandoti fino alla fine, credere finalmente in Lui e cambiare vita.
La Domenica delle Palme è la porta che ti introduce nella Settimana Santa con una domanda che tocca le viscere: “Gesù, fai tutto questo per me? Come mai?”. Le pagine del Vangelo di oggi sono intrise di dolore e di Amore sconfinato per te, e accendono nel profondo del tuo cuore la domanda: “Io valgo il Tuo sangue, Gesù?”. Lascia che la domanda scavi nel tuo cuore, perché da lì può nascere una risposta nuova: una gioia che profumi di Risurrezione.
(Illustrazione di sr Marika Cristiana Bon)




