Una Parola per fiorire

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Un cuore libero e che libera

XIV domenica del tempo ordinario (A) – 5 luglio 2026

In quel tempo Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo. Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

Venite a me, voi tutti…”. Con questo invito gratuito e consolante di Gesù entriamo nella pagina di Vangelo odierna. È un inno al Suo Cuore: un Cuore mite e umile, dal quale sgorga un Amore pieno, totale e totalizzante verso il Padre e, di conseguenza, verso i fratelli. Gesù loda il Padre perché, nella Sua benevolenza, esalta i piccoli, coloro che sanno di non essere autosufficienti e che non sono autoreferenziali. I piccoli, infatti, sono coloro che riconoscono i propri bisogni e desiderano avere una relazione filiale con Dio. Piccolo è colui che sa che Dio provvede a lui e vive a mani aperte, con una fede certa e una fiducia incondizionata. E chi sono i sapienti? I sapienti sono coloro che pensano di bastare a sé stessi, si sentono arrivati e non hanno bisogno di nessuno. Tu tra chi ti collochi? Ti ritieni piccolo e bisognoso?  O dotto, sapiente e quindi già arrivato nella vita?

L’invito di Gesù è dolce e disarmante: “Vi darò ristoro”. Andare da Lui significa abbeverarsi al Suo Cuore mite e umile. Ma cosa vuol dire, concretamente, avere un cuore mite e umile? Vuol dire avere un cuore che non conosce l’orgoglio e il possesso. Come Gesù che ha un cuore libero e che libera; ma allo stesso tempo Gesù dona una libertà esigente, non annacquata! Sai riconoscere un mite, un umile nella tua vita? Umile è colui che si fida e si affida. Come dicevamo, questo è l’atteggiamento dei piccoli, di coloro che non si preoccupano, ma sono costantemente occupati con Dio! Hai mai pensato di poter passare dalle pre-occupazioni della vita all’essere occupato con Dio, potendo così vivere in modo divino e sperimentare una vita bella?

Nel Vangelo Gesù parla di un giogo dolce e di un peso soave; ma cosa intende? Il giogo è uno strumento usato dagli animali per arare la terra, che li aiuta a canalizzare la forza e l’energia necessarie a compiere quell’azione. Il giogo dolce di cui parla Gesù è, quindi, la possibilità di incanalare le tue energie per il meglio, per portare frutto e per non disperderti nell’autodeterminazione o, peggio, nell’autosabotaggio, correndo il rischio, così, di incappare nell’insignificanza, nella superficialità e nella separazione da chi ti vive accanto. Hai mai pensato che il giogo di cui parla Gesù potesse essere proprio la relazione con Lui? Una relazione radicale e libera, capace di canalizzare la tua energia vitale verso una vita piena: una vita di lode, di donazione e di conoscenza. E hai mai pensato che la conoscenza di Cristo potesse rivelare te stesso a te stesso, permettendoti finalmente di amarti come Dio ti ama?

L’Amore di cui parlo è un amore mite e umile, due modalità che sembrano stridere con la logica del mondo. Una persona mite, in realtà, è una persona coraggiosa, che mette il cuore nelle cose che fa; sa usare la forza come risorsa per costruire e non per distruggere, perché il suo cuore è leggero, conosce sia la tenerezza, sia la dolcezza e le mette in azione. Mite è colui o colei che fonda la propria casa sulla Roccia, così da restare in piedi durante le tempeste della vita, sorretto o sorretta dalla fede. Mite è chi agisce secondo la logica di Dio. Questa logica non si acquisisce con tecniche di mindfulness (cioè con strategie di pura consapevolezza); c’è un passaggio di profondità ulteriore: si tratta di essere in relazione con Cristo, guardarlo e imparare da Lui. Si tratta di mantenersi impegnati in Lui, in tutto ciò che si vive! Solo così si può rispondere alla violenza, all’ignoranza, all’arroganza, alla superficialità e alla mediocrità con lo stile di Cristo: in mitezza e umiltà. Oggi puoi supplicare il Signore per ottenere un cuore illuminato, allenandoti nella mitezza e nell’umiltà, che sono i due atteggiamenti tipici di chi sa di essere figlio o figlia di Dio.

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