Una Parola per fiorire

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da | 18 Apr 2026

Da un cuore lento a un cuore ardente

III Domenica di Pasqua – 19 aprile 2026

Ed ecco, in quello stesso giorno [il primo della settimana] due dei [discepoli] erano in cammino per un villaggio di nome Èmmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto. Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo.

Ed egli disse loro: «Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?». Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli rispose: «Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?». Domandò loro: «Che cosa?». Gli risposero: «Ciò che riguarda Gesù, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i capi dei sacerdoti e le nostre autorità lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno crocifisso. Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò, sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; si sono recate al mattino alla tomba e, non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l’hanno visto».

Disse loro: «Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti! Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui.

Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: «Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto». Egli entrò per rimanere con loro. Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli oc- chi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista. Ed essi dissero l’un l’altro: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?».
Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!». Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane.

Il Vangelo di questa domenica è il racconto di ciò che accade “in quello stesso giorno”, cioè il giorno in cui il Risorto è anche apparso ai discepoli chiusi nel cenacolo. I protagonisti di questa III domenica di Pasqua sono i due discepoli di Emmaus, talmente scioccati dalla morte di Gesù da decidere di andare lontano da Gerusalemme: fuggono da Gerusalemme. Immagina i loro volti tesi, delusi, tristi, e immagina cosa si dicano: probabilmente si raccontano le aspettative infrante dalla morte del loro Gesù, di quanto avessero perso tempo dietro a Lui. Nel loro cuore c’è amarezza e incomprensione.

Quante volte le tue aspettative si sono infrante, sono state disattese, procurandoti tristezza e frustrazione? Sai distinguere le aspettative sane, cioè i desideri di bene, il desiderio di essere amato, di essere riconosciuto, il desiderio che la tua vita abbia un senso; dalle aspettative basate su un’idea falsata di ciò che stai vivendo, aspettative fondate sulla pretesa verso le persone, su come dovrebbero agire e su come dovrebbero essere? L’equivoco con Dio risiede proprio qui: nelle aspettative che hai! Le prime liberano, le seconde sono causa di infelicità.

Ed ecco, mentre camminano, si avvicina Gesù in persona, ma non lo riconoscono, e li interroga su ciò che si stanno raccontando: “Che sono questi discorsi che state facendo fra voi durante il cammino?”. Questa domanda li sconquassa e allo stesso tempo permette loro di aprire il cuore a uno sconosciuto. Primo invito per te: Gesù è colui che ti cammina accanto in ogni fase della vita. Secondo invito: Gesù cammina accanto a te qualunque strada tu stia percorrendo, anche quella che ti sta portando lontano da Lui. Terzo invito: Gesù si mette accanto e vuole sapere di te, della tua storia, delle tue ferite, di ciò che stai vivendo. Gesù si interessa di te: gli stai a cuore, specialmente quando il tuo cuore è lento.

I due discepoli di Emmaus riescono a passare dalla delusione alla visione; dalla fuga al ritorno; dal rimuginare all’abitare le domande del cuore; dall’incomprensione alla comprensione; da un cuore lento a un cuore agile, giovane, ardente. Chiediti: quali sono le domande che vorrei che Qualcuno mi rivolgesse per avere la possibilità di guarire? Per saper guardare dentro di me? Così da poter continuare il cammino della vita con un cuore agile.

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