Una Parola per fiorire

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da | 28 Feb 2026

Dal deserto al monte, e l’Amore si rivela

II domenica di Quaresima (A) – 1 marzo 2026

In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. Ed ecco apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui.
Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Signore, è bello per noi essere qui! Se vuoi, farò qui tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Egli stava ancora parlando, quando una nube luminosa li coprì con la sua ombra. Ed ecco una voce dalla nube che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo».
All’udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore. Ma Gesù si avvicinò, li toccò e disse: «Alzatevi e non temete». Alzando gli occhi non videro nessuno, se non Gesù solo.
Mentre scendevano dal monte, Gesù ordinò loro: «Non parlate a nessuno di questa visione, prima che il Figlio dell’uomo non sia risorto dai morti».

Dal deserto al monte: questo è il salto che facciamo con Gesù nel tempo delicato della Quaresima. Se il deserto è il luogo dove l’Amore si mette alla prova, il monte è il luogo dove l’Amore si rivela. Gesù prende con sé tre dei suoi amici e li conduce in disparte.

Sul monte Gesù “fu trasfigurato”. Sembra un’azione passiva, ma è la rivelazione dell’Amore ineffabile di Dio Padre per il Figlio amato. Trasfigurato, rivela la sua Gloria: è la metamorfosi del Figlio che fa vedere chi è veramente, la Gloria del Padre e il loro legame di profonda fiducia. Cosa dice oggi alla tua vita la Trasfigurazione di Gesù? Dio dichiara il suo Amore, invita ad ascoltare il Figlio e a non aver paura: paura della sofferenza, dell’incompiutezza; la nube e l’ombra sono certezza di presenza e protezione.

Dopo la Trasfigurazione rimane, davanti agli occhi ancora sconvolti dei discepoli, “Gesù solo”: un invito a custodire nel cuore la gloria contemplata per attraversare i deserti della vita, lasciandosi rialzare e liberare dalla paura, con occhi trasfiguranti capaci di riconoscere la Gloria di Dio nel creato. Tu hai occhi capaci di vedere la Gloria in cui sei immerso e da cui sei inabitato?

(Illustrazione di sr Marika Cristiana Bon)

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