Una Parola per fiorire

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da | 2 Gen 2026

DIO PASSA SENZA FARE RUMORE

Commento al vangelo di Gv 1,29-34

II domenica del tempo ordinario (A)

18 gennaio 2026

Nel Vangelo di questa domenica succede qualcosa di forte: Giovanni Battista vede Gesù che viene verso di lui e lo riconosce. Ma non è uno sguardo veloce o superficiale, è uno sguardo profondo. Giovanni infatti dice con sincerità: «Io non lo conoscevo». Non lo riconosce perché è famoso o perché lo conosce da tempo, ma perché il Padre glielo rivela. La fede non nasce dal capire tutto subito, ma dal lasciarsi sorprendere da Dio.

Giovanni riconosce Gesù come l’Agnello di Dio, il Mite, il Liberatore dal peccato. Non uno che schiaccia o domina, ma uno che si dona. Per riconoscerlo serve un cuore allenato alla mitezza, capace di leggere i movimenti del cuore. Dio non fa rumore: passa in silenzio, chiede attenzione, chiede profondità. Non arriva con il potere, ma con un amore che libera e salva.

Giovanni vede, riconosce, conosce e indica. Non trattiene Gesù per sé, ma lo mostra agli altri. Questa è la testimonianza: non parlare per sentito dire, ma raccontare ciò che hai davvero incontrato. Giovanni può testimoniare perché ha visto lo Spirito scendere e rimanere su Gesù.

Anche tu sei invitato a fare lo stesso: scendere nella profondità di te stesso, ascoltare ciò che si muove nel cuore. È lì che Dio si rivela e si fa conoscere. Non sempre lo riconosci subito, ma quando impari a guardare in profondità, puoi anche tu indicarlo agli altri. Come Giovanni, diventa testimone non di te stesso, ma del Dio mite che passa e salva.

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